L’amore non è amato

L’amore non è amato  dedicato all’infanzia di S. Veronica Giuliani

Storia scritta  più con le lacrime che con l’inchiostro, presentato ad Urbino e a Mercatello (PU). Tale spettacolo costituisce l’Antefatto dello spettacolo omonimo, interamente dedicato alla Santa, con inserimento di giovani allievi e professionisti dello spettacolo, provenienti da esperienze artistiche multidisciplinari (Videoarte, scultura, sperimentazione musicale).

Allievi attori
Francesca Dolci
Edoardo Zocca

Con la partecipazione degli allievi iscritti al laboratorio 2017/2018

 

Videoanimazioni
Livio Taricco
Alessandro Lanfrancotti
Sofia Figliè

Musiche e rumoristica
Claudio Compagnucci
Oggetti di scena
Romano Bozzolla
Adattamento drammaturgico e regia
Donatella Marchi

Lo spettacolo è stato presentato all’Oratorio della Grotta della Cattedrale (Piazza Duca Federico) ad Urbino il giorno 8 giugno 2017 alle ore 21.00.

Nota di Regia

Veronica, curva e viva sul Libro della sua amata scrittura, ricorda allo spettatore i passaggi incancellabili della propria infanzia e adolescenza fino al suo ambito ingresso conventuale.

Attraverso un fenomenologico passaggio di tenere immagini in video-animazione (le prime elaborate da giovanissime allieve dell’ISIA di Urbino). Ella assai presto abbandona il seno materno nel disegno di un messaggio traspositivo, che vuole per me ricollegarsi a quello compiuto da Gesù (lasciando adolescente Madre e Padre) per iniziare scalza e miracolosamente in piedi – a soli pochi mesi – la sua lunga strada di umiltà, dolore, generosità verso il prossimo.

Eccola poi nella frenetica e tenera “costruzione” di Altarini, edificati con materiali poveri, naturali, talora rinvenibili nello scarto di un vivere quotidiano e contadino, mai sentiti come sacri, nel momento in cui si pongono non come feticci, ma oggetti viventi e testimoni del grande meccanismo delle trasformazioni della Natura: è nel ciclo del meccanismo “natura naturans” che la piccola di Mercatello si trova a giocare attraverso il suo volto-di-castagna (Lei stessa facente parte dell’Altarino ed inclusa con felice intuizione nei montaggi preziosi di Livio Taricco)…non faccia, ma volto… appunto rivolto ad adorare fiori, piante, acque, al grido: “Acque, piante…riempitemi di voce!!”

Così attraversando velocissimi stasimi in video-animazione la Bimba scopre le piccole e grandi verità della vita (fra cui la morte prematura di sua madre) e la cosiddetta “via delle lacrime” verso la ostacolata Vocazione, che la condurrà con gioia ad aprire la porta al convento.

In tali passaggi di vita sentiamo risuonare in eco le voci dei nostri Allievi di teatro, che sanno lanciare come cose-luminose le Sue più note sentenze aforistiche: qui la Parola diviene “cosa”, nella sua più ampia funzione percettiva rivolta allo spettatore, nel coinvolgimento di una azione per così dire liturgica.

Infine si tenta di dare un segnale ad una forma di Devozione sincera una sorta di Confessione e Comunione col pubblico, quasi primitiva, al fine di veicolare il nostro convincimento che il Teatro e la Lettura del vero siano i mezzi più sicuri per accostarci a Dio ed attendere sue tenere indicazioni…