La Sorcière


dedicato a J.Michelet

Presentazione:

I STAZIONE

L’angelo del focolare

In un Eden “perturbante”, che a un tempo è tanto paradisiaco e bizantino quanto domestico e contadino, lasso e primario, una donna vive in equilibrio perfetto entro il proprio habitat e corpo.
S’affabula entro un episodio delicato, colloquiando con gli oggetti di sempre (la panca, il cassettone, l’arcolaio) e gli spiritelli da ella stessa partoriti… lo scherzo e il gioco sono protagonisti fino all’evento “epifanico” dell’arrivo di una presenza maschile che la Donna/Fata tenta di sedurre da cui è subito inconsapevolmente imbrigliata.
L’uomo come trappola “forcone biforcuto” poi la scoperta del fuoco… indi l’amore… indi il parto… che è un po’ come andarsene da se stessi, oltre che dalla propria creatura.

II STAZIONE

Patto con Satana

Il patto della donna con Satana, la sua ombra, ossia il suo doppio, avviene in un inquietante seggiola post-partum (gestatoria) ma senza sedile.
Il culo della donna è allo scoperto!… non così il volto, già velato.
“Se c’è un rapporto tra il fuoco e l’amore, è che il fuoco illumina tutto ciò che tocca; poi lo brucia e lo riduce in cenere”
E’ così che la sorcière è il primo essere a sacrificarsi nel fuoco dell’amore e ad operare un’autoriduzione autopolverizzazione in cenere. La donna/cosa cenere, la donna che con la cenere bolle i panni da lavare, la donna che ritorna nella sua casa incrostata di cenere – come incerata e immobile.
La morte della donna/oggetto è la stessa dell’oggetto tavolo/sedia/sgabello/mazzo di carte/cappello del suo ex-uomo sul tavolo ed altro. Tutto nella musica del silenzio.

III STAZIONE

Il supplizio dell’acqua

Unico supplizio inferto a questa strega/cosa, inanimata, divenuta per le sue arti magiche gigantesca e potente fissa, con gli occhi riversi (un po’ come Santa Maria Goretti) con un sinalone ruvido conico, che la copre dal collo, tenuto stretto da una morsa/giogo.
Una donna/cosa con la bocca aperta entro cui qualcuno ha ficcato una petriola conica fredda e arrugginita,… a ricordo di una fellatio capovolta e senza amore. Una donna/cosa cui si fa esplodere la vescica naturalmente!
Nell’acqua urinata ristagnano le lacrime di ogni donna delusa.

Caro Michelet questo è il mio omaggio e dono!

Al Laboratorio preparatorio hanno partecipato:
Barbara Bastianelli
Graziella Sabia
Giusy Pignotti
Manuela Tadini
Monia Presta
Giulia Caporusso
Barbara Ponzanetti

Le Streghe che hanno dato vita ai 3 personaggi sono:
Giusy Pignotti
Giulia Caporusso
Manuela Russo

Con la partecipazione esclusiva della cantante lirica Antonella Vento.

Gli Artisti che hanno realizzato le opere sono:

I STAZIONE: Geske Ramlov – Eden
II STAZIONE: Romano Bozzolla – Le Roi des Morts

Impianto performatico, drammaturgico e regia:
Donatella Marchi

Hanno collaborato:
Filippo Benedetti
Linda Binotti

Si ringrazia:
Stefano Perocco per il laboratorio iniziale collegato alla maschera
Carlo Boso per la supervisione
Massimo Ottoni, Paolo Feduzi e Millo per la collaborazione grafica

Fossombrone ex-Mattatoio 7-8 febbraio 2003
Urbino Urbino Arte marzo 2003
San Pietroburgo 2003
Veglie del Teatro Rinascimentale (3-4-5 luglio 2003).



foto_sorciere

Lo spettacolo, di recente produzione è stato rappresentato a Urbino, Senigallia, San Pietroburgo 1994. Verr riproposto presso la manifestazione ROCCAEVENTI 2005 di Sassocorvaro (PU) attualmente disponibile.