Teatri nella e della Ricostruzione

Nell'ambito del percorso di sperimentazione attuato per il DCE Barco Officina

IMPRESA TEATRO :Teatri della ricostruzione

(Progetto pilota nel contesto del DCE “Il Barco”- Urbania)

Il Teatrocust2000 di Urbino , rappresentato e diretto da D. Marchi ( nella sua funzione di partner al Progetto “IL BARCO: Officine creative”), punta alla strutturazione di un approccio produttivo culturale, considerato come valore aggiunto a quello tradizionalmente inteso, nel contesto di un Territorio – quello del Montefeltro – particolarmente vocato alla cosidetta”culture..innovation” (una cultura si può dire non strettamente tecnologica, ma particolarmente vivace nell’ integrare sapientemente tecnologie innovative e creatività). Nello specifico il Progetto suddetto dovrebbe conformarsi a valenza trasversale, coniugando le ragioni e le tecniche della cultura teatrale (nel doppio ruolo formativo e di ricerca e non necessariamente spettacolare) con quelle del riconsolidamento e ricostruzione delle ragioni umane e psicologiche di chi versa in situazioni di precarietà lavorativa e disagio sociale, di quanti nel nostro territorio hanno perso la speranza di costruire il proprio futuro e non sono in grado di resistere alle difficili condizioni , non solo economiche, nel contesto di quei contenitori (fabbriche, imprese,e quant’altro), che non sono più in grado di sopperire alle drammatiche richieste tanto del mondo operaio quanto di quello imprenditoriale, eccessivamente stressato da un mancato ciclo di corretta produzione e privo di incentivi idonei a sostegno della produzione stessa. La fabbrica dell’attore – piuttosto che “operaio di sogni” – si muove sul presupposto che l’uomo nel momento in cui compie un “atto di verità” allora automaticamente riesce a misurarsi con un testimone da lui stesso creato: un Teatro dell’essere dunque e non dell’apparire … un Teatro che punti alla ricostruzione di un armonioso rapporto con l’Altro…sia come proprio compagno di lavoro, sia come datore di lavoro. Pertanto un processo autocosciente di co-produttività in comune!

 

 

 

 

impresa-teatro-ricostruzione

 

Per intenderci un “Palco aperto di tipo co-partecipativo”, che merita il titolo di Teatro della ricostruzione ,che si svolgerà attraverso una serie di tappe. In dettaglio:

 

1° fase:

Reperimento e analisi di quei contenitori (Fabbriche, Imprese del nostro Territorio), che manifestano attenzione a tale Progetto e che si vogliono rimettere in gioco, attraverso l’acquisizione di differenti ed attuali metodiche, assai frequentate nella formazione e ricerca teatrale (Tecnica dello psicodramma avanzato, con relativo recupero delle possibilità fisico-posturali-vocali e progressivo beneficio psicologico). Minimo 20 ore, distribuite in un mese di propedeutica nelle ore serali, da svolgersi nelle stesse sedi lavorative degli iscritti con pieno inserimento dialettico di quanti, anche appartenenti allo staff direzionale, vorranno partecipare.

2°fase:

Trasferimento settimanale degli Iscritti ai Laboratori presso la Sede de Il Barco di Urbania, nello spazio assegnato al Teatrocust, che verrà completamente allestito di quanto necessita un luogo predisposto per Stages, Seminari e performance, talvolta aperte al pubblico (palco, luci, sartoria,strumentazione audio e video,etc. di nostra proprietà, messi a piena disposizione dell’utenza). Tale fase coinvolgerà di volta in volta la partecipazione delle Scuole Medie e Superiori del Territorio attraverso un sistematico Programma sul “Management delle attività dello spettacolo”, con la possibilità di accesso ai Contributi europei sulla formazione del FSE. Minimo 80 ore di partecipazione fra laboratori e seminari.

3°fase:

Impresa teatro: Teatri della ricostruzione darà vita alla parte finale del Progetto pilota, nel tentativo di impostare un discorso scientifico e culturale sulle ragioni e finalità dell’Impresa spettacolo (inglobando tutte le Arti dello spettacolo e tentando una costruttiva dialettica fra di esse (musica, teatro,cinema e video arte). Ovviamente le istanze imprenditoriali, avanzate dal mondo della economia e del mercato dovranno trovarsi in giusto equilibrio con le esigenze delle nascenti “imprese creative” del settore spettacolo nel territorio e sviluppare insieme un Progetto aperto in forma di Teatro della ricostruzione, nella rinnovata identità del territorio montefeltresco. I modelli e il percorso di tale lavoro troverà stimolo dalla lettura sistematica dell’opera di Paolo Volponi ( di cui nel prossimo anno si celebreranno i 20 anni dalla morte), scrittore e attento osservatore del mondo dell’Industria degli anni 80 e 90 e coraggioso profeta della sua crisi nelle celebri pagine dei suoi romanzi Le Mosche del Capitale. Al termine di tale fase di lavoro verrà presentato un articolato intervento di Spettacolazione aperta al pubblico e confezionata, in modo tale che possa itinerare anche nei più riconosciuti Teatri del territorio del Montefeltro

Donatella Marchi

TEATROCUST2000